Beer myths debunked

I miti da sfatare sulla birraQueste credenze forse non sono del tutto vere...

La birra non ha bisogna di nessuna presentazione, ci accompagna in ogni occasione ed è una di quelle bevande che bene o male piace a tutti, magari non tutti la bevono con frequenza ma un sorso ogni tanto non lo rifiutano. Ci sono anche tanti pensieri e credenze sull’argomento che sicuramente ci hanno portato almeno una volta nella vita a chiederci “ma sarà vero?”. Beh, in realtà ci sono alcune credenze non vere e per questo oggi parliamo di miti da sfatare.

La birra fa ingrassare

È proprio questo il primo pensiero che ci passa per la testa, visto che si tratta di birra e di alcol, si pensa subito che faccia ingrassare... ma non è vero. Essenzialmente dipende dal tipo di birra che scegli, per esempio un normale bicchiere di birra pils ha in media 100 calorie, praticamente le stesse di un bicchiere di succo di frutta. Ci sono comunque altre birre che hanno un grado zuccherino più alto e che possono arrivare anche a 250 calorie. Ad ogni modo, si tratta della metà rispetto a qualsiasi altro superalcolico.

Parecchio alcol

Spesso si sceglie una birra con un volume alcolico più alto perché ci si vuole “sballare”, come se fosse un superalcolico. Sicuramente l’alcol è uno degli elementi della birra, ma non è per niente quello più importante da un punto di vista degustativo. Infatti, l’alcol va ad insaporire il gusto della birra e ad amalgamarsi agli aromi, la densità e la maltosità. Inoltre, va sempre ricordato di bere con moderazione, senza esagerare...l’abuso non è assolutamente qualcosa da sostenere.

Non solo pizza e birra

Uno dei miti da sfatare è sicuramente l’esclusivo abbinamento della birra con la pizza. Esistono così tante varietà di pizze, così come tante birre diverse che permettono di fare abbinamenti nuovi e diversi tutte le volte. In realtà ogni cibo ha un particolare abbinamento con la birra, per esempio se prepari una grigliata di verdure puoi abbinarci una Gosser Zwickl oppure una SOL. Invece, se preferisci l’abbinamento hamburger e birra allora puoi scegliere una IPA Gandolf. Oltre a questi, ci sono molti altri abbinamenti possibili e immaginabili, il segreto è prestare più attenzione al gusto e al retrogusto di quello che stai bevendo, devi assaporare ed esplorare al tempo stesso.

Una bionda, una rossa o una scura?

Classificare le birre per colore è sbagliatissimo visto che il colore non dice praticamente nulla su quello che stai bevendo. Al massimo saprai che una birra scura può avere un carattere più tostato o che una rossa può avere un sapore più caramellato. Dietro al colore c’è molto altro da scoprire, tanto per iniziare come viene prodotta, quale tipo di fermentazione, il lievito usato e gli aromi che si possono assaporare. 

Birra a “doppio malto”

Spesso ritroviamo questo termine sui menu dei pub, ristoranti o altri locali, ma sappiamo davvero cosa significa? Si tratta di una definizione che esiste solo in Italia e che, in realtà, è stata inserita dalla legislazione solo per fini meramente fiscali. Questa raggruppa quelle birre che superano la gradazione di 14.5 gradi Plato - ossia, l’unità di misura che definisce la quantità di zuccheri presente nel mosto. Il che, non è assolutamente legato alla quantità di malto presente nella bevanda. 

Birra senza schiuma

In tanti continuano ancora a chiedere una birra con poca schiuma o addirittura senza, forti dell’idea che una birra con la schiuma non sia per niente buona. Anche questo è uno dei miti da sfatare, visto che proprio la schiuma è un elemento importante della birra. Sì, perché in questo modo la protegge dall’aria e quindi dall’ossidazione e, al tempo stesso, ne esalta gli aromi. I fattori che influenzano la schiuma sono le proteine ed anche le resine provenienti dal luppolo; giusto per darti esempio, quando il luppolo viene aggiunto a fine fermentazione, la birra ha una schiuma più compatta, duratura e densa. 

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