Settimana scorsa al Beer Attraction c’eravamo anche noi di Beerwulf! L’Italia è un mercato abbastanza nuovo per noi e non potevamo mancare ad uno degli eventi più importanti della categoria. Raccoglie, infatti, una vastissima selezione di birre, bevande, cibo e tendenze.

Se vuoi stare al passo con i tempi: questo è il posto giusto!

La fiera è principalmente suddivisa in due grandi categorie, ossia il cibo e la birra (con riferimento al mondo delle bevande in generale). Qui si trovavano tutti i rami del processo, produzione e vendita. Trovavi tantissimi birrifici che proponevano le loro birre e, allo stesso tempo, aziende dove poter acquistare macchinari e prodotti per la produzione.

Birra dell’Anno

Durante questo evento si svolge anche una delle gare più importanti, ossia Birra dell”Anno. Il momento in cui viene premiata la birra su diverse categorie, dando a diversi birrai la possibilità di presentare la loro creazioni e gareggiare per accaparrarsi il titolo. Union Birrai ha raccolto qui tutti i vincitori del Beer Attraction 2020.

Ne abbiamo anche assaggiate alcune, come per esempio la Tramalti di Okorei: arrivato secondo con la sua Strong Ale. Aromi a gusti molto particolari, non troppo forti e deliziosi.

Cosa ci facevamo al Beer Attraction?

La voglia di avvicinarci il più possibile al mercato italiano e a chi ne segna il suo sviluppo, è stata la motivazione principale nello spingerci ad andare. Infatti, abbiamo conosciuto tanti birrai italiani, scambiato quattro chiacchiere ed assaggiato le loro birre. C’è anche un programma fitto di conferenze e workshop molto interessanti ai quali si può partecipare senza doversi precedentemente iscrivere. Tra l’altro c’è un app a disposizione dove poter trovare tutto il programma e salvare anche gli appuntamenti più interessanti. C’erano esperti di ogni campo per condivideresle loro torie di successo, suggerimenti e soprattutto la loro esperienza. Sicuramente tante storie da cui prendere spunto per sviluppare i propri prodotti.

Siamo tornati a casa con tante nuove informazioni ed una conoscenza molto più ampia. In linea generale abbiamo notato che la percentuale alcolica media nelle birre si aggira intorno al 4% e 5% e solo alcune vanno verso l’8%; a differenza di altri come la Francia dove la percentuale alcolica è più alta. Inoltre, anche quando si tratta di birre più forti e corpose, i sapori sono un pò più tenui e leggeri.

Proprio come ci raccontavano i ragazzi del birrificio Basei, che vogliono creare delle birre accessibili a tutti e, quindi, di facile bevibilità pur garantendo tutte le classiche caratteristiche di ciascun stile. Ho assaggiato la loro Porter Daina che mi ha positivamente sorpresa con degli aromi di caramello e sapori di liquirizia, dolci e invitanti.

È stato anche molto interessante approfondire un argomento che viene riportato spesso quando si parla di birra in Italia e del suo conflitto con l’etichetta del “paese del vino”. Sicuramente in alcune aree è ancora molto forte, ma in linea generale c’è molta positività. Quello che emerge, infatti, è che il consumatore in generale si concentra molto di più sulla qualità delle bevande e non più sulla quantità (come si faceva in passato).

Il messaggio principale è: che si tratti di vino o di birra, le persone vogliono il meglio della qualità. Tendenza che di sicuro spiana anche la strada alla birra artigianale, con la sua vasta scelta principalmente in qualità e varietà. Si va sempre più sulla particolarità, sulla voglia di assaggiare ciò che viene prodotto con ingredienti locali e vedere come, una birra appartenente allo stesso stile, ha delle sfumature e caratteristiche uniche e particolari.