È difficile identificare con esattezza il momento in cui la birra sia stata prodotta per la prima volta. Ci sono diverse storie e teorie ed una di queste è attribuita alla Mesopotamia (più o meno l’area dove si trova oggi l’Iraq) circa 4000 anni fa; quando, per sbaglio, venne lasciata una ciotola di orzo all’aperto e questa inizò a fermentare spontaneamente. 

La birra nell’antichità

Ogni popolo aveva le sue credenze e la sua cultura, ma che rapporto avevano con la birra? Ecco alcuni esempi di popolazioni antiche. 

Gli abitanti dell’antico Egitto credevano nel bere anche dopo la morte. Per assicurarsi che i deceduti non soffrissero di fame o di sete venivano sepolti con delle statue di donne che macinavano grano, infornavano pane e producevano birra. A quei tempi, ognuno aveva un birraio personale per garantirgli un ottimo bicchiere di birra anche dopo la morte.

Anche i greci bevevano la birra, che chiamavano Zythos – da qui deriva anche il termine zitologia, che indica lo studio della birra ed in particolar modo della sua produzione. La storia sembra raccontare che anche Aristotele fosse interessato alle bevande. Dopo aver fatto alcuni studi scoprì che le persone ubriache di birra cadevano sempre verso dietro, mentre quelle ubriache di vino cadevano in diverse direzioni e per questo motivo, alcuni ottimisti conclusero che chi beveva birra era molto più affidabile rispetto a chi beveva vino.

Nel Medioevo la cultura della birra germanica iniziò ad espandersi in tutta Europa dopo la caduta dell’impero romano. In quel periodo la birra veniva prodotta in piccoli lotti ed aveva una durata piú breve; veniva prodotta con l’aggiunta di erbe per esaltare i sapori, come il dragoncello, il cumino, l’alloro ed a volte anche il luppolo. Successivamente l’avena, che era onnipresente e a basso costo, divenne il cereale più comune per la produzione di birra. In questo periodo la birra veniva prodotta con un misto di erbe chiamato “gruit” che i birrai potevano comprare solo in specifiche botteghe. Il guadagno ottenuto dal gruit si può considerare come la prima forma di accise sulla birra.

Gambrinus: il re della birra

Il nome ti dice qualcosa? Anche se non conosci la sua storia, ti sarà comunque capitato di vederlo su nomi e immagini di birre, pub e ristoranti. Intorno a questo nome esistono diverse storie e leggende, quindi nulla di sicuro; ma la maggior parte delle storie identificano Gambrinus con Giovanni I di Brabante, il duca di Lorena e del Brabante soprannominato “il vittorioso”. Il suo vero nome era Jan Primus, da qui poi probabilmente deformato in Grambinus. L’immagine più comune che lo rappresenta è quella con grandi baffi, vestiti sfarzosi ed un boccale di birra in mano.

Una delle tante leggende racconta che fosse un giovane innamorato e non corrisposto, tanto innamorato da essere pronto a far di tutto per conquistare la sua amata, anche vendere l'anima al diavolo. Proprio quest’ultimo gli avrebbe donato il segreto per produrre una bevanda fatta di luppolo e malto rendendolo così famoso da riuscire ad attirare l’attenzione della dolce amata.

Altri invece lo ricordano come il capo della corporazione di Bruxelles del dodicesimo secolo che conquistò il titolo di “patrono della birra” grazie alla sua astuzia e all’incredibile capacità da bevitore.

Come abbiamo visto, sono tante le storie legate a questo personaggio e tanti sono i dubbi, ma la cosa sicura è che si tratta di un’icona parte integrante della cultura birraia.

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La rivoluzione industriale

Solo nel 1760 vennero finalmente introdotti importanti sviluppi tecnologici che facilitarono il processo produttivo della birra. Anche gli studi e la conoscenza chimica e biologica aiutarono sicuramente questo processo. In tutto ciò la qualità della birra ha acquisito un’importanza ancora più elevata, visto che le grandi industrie non potevano permettersi di produrre birre di cattiva qualità.

Nel 1875 il francese Louis Pasteur scoprì il lievito e la fermentazione, fu tanto incuriosito da questo studio che scrisse anche un libro. Pasteur scoprì che, riscaldando la birra a 70-80 gradi prima dell’imbottigliamento, il lievito ed i batteri muoiono e non possono quindi più influenzare in modo negativo il risultato finale della birra. Questo processo si chiama pastorizzazione, definizione che deriva proprio dal suo nome.

Successivamente arrivò la nascita di un nuovo tipo di birra e che rivoluzionò il mondo della birra per sempre: la Pilsner. Questa fu inventata nel 1842 dal birrificio Pilsner Urquell (ancora attivo) nella città di Pilsen, Republica Ceca – da qui prese il nome. Gli ingredienti originali sono quelli che fanno la differenza anche al giorno d’oggi: malto chiaro, i fiori di luppolo Saaz e l’acqua locale particolarmente priva di minerali.

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