Birra olandese e birra belga: le icone tra passato e futuroRipercorriamo insieme 50 anni di storia

La birra olandese e la birra belga sono quelle tra le più conosciute e popolari, non per niente sembra che, in queste aree, si apra ogni giorno un nuovo birrificio. Questo porta anche alla continua creazione di nuove birre.

Una cultura della birra alquanto forte, ma sappiamo da dove arriva? E da chi hanno preso esempio gli attuali birrai? Per questo motivo ripercorriamo 50 anni di storia fino ad arrivare alle birre attuali.

In passato la birra aveva sempre lo stesso sapore

50 anni fa nei Paesi Bassi veniva prodotta solo birra chiara e ogni tanto veniva prodotta una birra più scura in autunno o solo per alcune occasioni, come particolari stagioni o festività. Il tutto veniva principalmente prodotto da grandi fabbriche che lo facevano su scala nazionale e solo da poche aziende familiari che si trovavano per la maggior parte nella parte meridionale del paese.

La birra olandese nella provincia di Limburg

Nel 1981 il birrificio Skol di Helmond (nel sud dell’Olanda) venne chiuso e Toon Van Den Reek si ritrovò in strada. Non si perse d’animo e, insieme ad alcuni colleghi, riprese coraggiosamente a produrre birra ad alta fermentazione nel birrificio vuoto di Arcen. Questo ha dato coraggio anche ad altri pionieri della birra per iniziare a produrre su bassa scala; alcuni esempi sono il birrificio ‘t IJ ad Amsterdam e St. Christoffel a Roermond. Questi sono considerati i “primi birrai artigianali olandesi” i quali esistono e producono ancora al giorno d’oggi.

La birra belga

La tradizione birraia belga, in particolar modo quella trappista, è più antica e utleriormente sviluppata. Ne sono esempi nomi come Westmalle, Westvleteren, Chimay, Rochefort e Orval. Mentre i marchi di birra lager sono scomparsi circa 50 anni fa a causa dell’unione dei grandi marchi.

Le rimanenti birre artigianali potevano essere contate sul palmo della mano, come Oud Zottegems, Diesters, Aarschotse Bruine, Leuven Peeterman, Oudenaards Bruin, Hainaut Saison e, naturalmente, la “misteriosa” Lambic intorno a Bruxelles. A causa degli scarsi strumenti che avevano a disposizione, queste birre non venivano prodotte regolarmente ed anche la qualità non era sempre la stessa. Il fuoco andava ancora a carbone e le materie prime non erano sempre le stesse. Le birre venivano vendute principalmente nella propria regione, spesso porta a porta, proprio come faceva il fruttivendolo ed il lattaio.

Fortunatamente, alcune delle birre che erano in procinto di sparire, sono riuscite a sopravvivere a questa evoluzione, parliamo della Geuze e Saison che oggi riescono finalmente ad ottenere l’apprezzamento meritato. Sono birre a basso contenuto alcolico, molto dissetanti e con tutte le sfumature di amaro e acido che tu possa immaginare.

Il lattaio di Hoegaarden

Nel 1966 il lattaio Pierre Celis di Hoegaarden (nelle Fiandre) ebbe l’idea di riportare in vita la birra bianca Oud Hoegaerds. Aveva lavorato temporaneamente nel birrificio Tomsin e sapave come veniva prodotto questo tipo di birra. Praticamente senza soldi, ma solo con due enormi vasche ed una vecchia fabbrica abbandonata si mise a lavoro. Questo fu l’inizio del primo “birrificio artigianale di nuova generazione”. Oud Hoegaards è stato da modello per tutte le altre birre blanche ed è oggi un nome consolidato in tutto il mondo.

Birra trappista

In cima alla classifica delle birre belghe speciali ci sono sicuramente le birre trappiste con la loro antica storia e cultura. Ne sono esempio la Orval, Chimay Blauw, Rochefort 10 e le icone del mondo come Westmalle Dubbel e Tripel. Uno dei più grandi segreti del loro successo è il lievito usato. La Dubbel e Tripel furono i primi tipi di birra più forte che furono riprodotti da altri produttori nei Paesi Bassi.

Icone della birra olandese e belga del futuro

Abbiamo percorso le icone dello scenerio brassicolo dei Paesi Bassi e possiamo affermare che la sfida per i birrai futuri sarà quella di riuscire a produrre la birra originale di alta qualità, creare consapevolezza del marchio e costruire una rete di distribuzione efficace. Possono essere ancora create delle icone di questo tipo in futuro? Sono fiducioso che tra altri 50 anni l’elenco dei produttori di birra di questo calibro sarà ancora più lunga. Per il momento abbiamo abbastanza a disposizione per provare ed assaggiare!